pensaterosa

7 novembre 2009

Il capitale straniero non investe in Italia!

Filed under: Uncategorized — pensaterosa @ 10:50
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E per fortuna! Ripercorriamo brevemente la storia degli investimenti esteri in Italia, di quelli almeno di cui ho memoria.

Il primo fu l’acquisto della Lepetit da parte di una grande industria farmaceutica americana. Ricordo bene l’episodio perché ero un consumatore appassionato di microcompresse Flavene, un prodotto a bassissimo costo, per me eccezionale nell’eliminare gli erpes labiali da cui ero perseguitato. Una delle prime operazioni della multinazionale fu l’eliminazione dei prodotti poco redditizi tra cui il mio Flavene.

La Lepetit era una delle più importanti, se non la più importante, tra le imprese farmaceutiche italiane. Aveva laboratori bene attrezzati e propri brevetti di una qualche importanza …. Appunto. Erano quelli che interessavano la multinazionale americana che in pochi anni smantellò la Lepetit e si portò a casa i brevetti.

Vi furono poi investimenti nel tessile, presto smantellati appena si aprirono opportunità in altri paesi in via di sviluppo con costi della manodopera più bassi. Recentemente il fenomeno si è ripetuto a Prato con i Cinesi che sono venuti ad imparare il mestiere per migliorare le loro capacità in patria. Alcune imprese cinesi sono però rimaste e stanno concludendo il loro lavoro: utilizzando lavoro nero e con orari di lavoro da 1880 finiscono di distruggere quel poco di imprese artigiano industriali italiane ancora operanti in zona.

La Montedison, acquistata dalla Shell che si è tenuta i brevetti ed ha fatto uno spezzatino delle attività produttive che ancora sopravvivono, ma senza laboratori e senza futuro.

E la Calzoni di Bologna? Al suo posto c’è un supermercato della S lunga ed alcuni palazzi. Gli americani che l’avevano comprata si sono portati via i brevetti, e tra questi quello di un minisommergibile automatico per la caccia alle mine, il più avanzato al mondo, ed hanno chiuso gli impianti.

Ma cosa credono, alle imprese come entità proiettate a generare il nostro benessere? Le imprese, e questo è il loro  mestiere, sono proiettate al profitto e, nel realizzarlo, possono creare benessere ma, se sono imprese globali, molto mobili e prive di radici ….. cerchiamo di essere seri!

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