pensaterosa

7 novembre 2009

Overcraft economy

Filed under: Uncategorized — pensaterosa @ 10:50
Tags: , , ,

Ho l’impressione che il sistema economico mondiale viva come questo mezzo di locomozione capace di passare dall’acqua alla terraferma, da terreni solidi a paludi, in grado di viaggiare su superfici accidentate, purché gli ostacoli non siano più alti della “minigonna” né le buche  più ampie del perimetro dell’overcraft.

In altre parole, se il sistema economico mondiale (inteso come un insieme di realtà divise ma collaborative) è più grande della voragine aperta dalle operazioni finanziarie delinquenziali attivate da molte banche operanti a livello mondiale, o se viene pilotato in modo da evitare quelle voragini o affrontandole e riempiendole dopo averle spezzettate in molte grandi buche ce la faremo, altrimenti avremo una crisi spaventosa, come quella del 29 ma moltiplicata per sei, data la dimensione umana ed economica dei “paesi ricchi” di oggi rispetto a quella dei “paesi ricchi” di allora.

Ce la faremo? Abbiamo alcuni elementi a favore ed altri contro.

Tra i primi la grande volontà di crescita dei paesi emergenti che si manifesta non solo in termini quantitativi ma anche qualitativi e si propone con grande senso di responsabilità nei confronti dell’intero sistema mondiale che manifesta drammatici segni di vecchiaia nei paesi “tradizionalmente” ricchi.

Tra i secondi la grande ignoranza su quanto sta accadendo, un insieme di fenomeni assolutamente nuovi caratterizzati da dinamiche di rinnovamento in continua accelerazione: nulla è più stabile e certo ed ogni tentativo di stabilizzazione crea disastri in quanto contrasta con la nuova realtà.

Occorre imparare a navigare in un mare agitato, a volte calmo a volte tempestoso, che offre infinite possibilità di successo se le si coglie in tempi rapidi perché la rapidità dell’obsolescenza è divenuta un dato del sistema.

Occorre inoltre non negare la realtà: grandi paesi di recente sviluppo ed ancora “ad economia industriale” come Brasile, Cina ed India hanno proseguito nel loro processo di crescita anche se lo hanno rallentato. I “vecchi” dell’Occidente più il Giappone, paesi ormai pienamente immersi nell’economia della conoscenza, hanno drammaticamente ridotto PIL ed occupazione. Ed allora torniamo all’economia industriale urlano in molti. Certo, ma, se lo si vuole veramente, con una drastica riduzione del reddito!

Occorre condurre una diversa politica economica capace di stimolare imprenditorialità ed innovazione.

Costruire un’economia “dell’armonia e dell’invenzione” senza spazi per boiardi e clientele di vario tipo. Ognuno deve trovare il suo spazio ogni giorno e ritenerlo non una maledizione ma una sfida, come nel matrimonio. O forse due innamorati possono sedersi con fiducia senza reinventare ogni giorno il loro essere coppia?

I politici non hanno più spazi di manovra per soddisfare clientele asfissianti che, in cambio dei loro voti variamente aggregati, chiedono sicurezza.

Non si devono promettere neppure lacrime e sangue ma, come diceva ai suoi dipendenti un grande imprenditore di Alba bisogna urlare: mettetevi le scarpe da tennis! Ed in quell’impresa, quando vi fu l’alluvione, gli operai e tutti i dipendenti accorsero per rimettere in funzione gli impianti prima di riparare le proprie case! E l’impresa, in tre giorni, era pronta a ripartire!

W la nutella! E non solo.

Annunci

Blog su WordPress.com.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: