pensaterosa

9 novembre 2009

I Wessi e gli Ossi

Filed under: Uncategorized — pensaterosa @ 14:45
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Questa è la storia della caduta del muro di Berlino vista da un’angolazione tutta personale.

Sono, ma ancora più ero per la freschezza dell’esperienza, un federalista seguace di Altiero Spinelli. Questo nostro mentore, tra le altre lezioni sulla “finestra della storia” (un periodo indefinito all’interno del quale erano possibili grandi sconvolgimenti storici come, nel nostro caso, l’unificazione politica dell’Europa) ci ricordava che uno dei punti di forza del processo di unificazione era la divisione della Germania. Fino a quando fosse rimasta divisa la Germania dell’ovest (i Wessi come si chiameranno nelle barzellette fiorite durante il periodo della riunificazione) sarebbe stata una fortissima fautrice dell’unificazione europea che, una volta realizzata, avrebbe potuto consentire la riunificazione della Germania senza rischi per il mondo.

Capirete perché, alle prime avvisaglie della fragilità di un muro che sembrava dovesse sfidare i secoli, presi la macchina e, con alcuni miei studenti la prima volta, con mio figlio ed un amico la seconda e con un altro amico, le rispettive mogli e due bici pieghevoli la terza, quando il muro cadde, mi recai a Berlino.

La prima volta la gente, incontrandoci per la strada, ci chiedeva perché fossimo lì. I turisti infatti erano pochissimi data la stagione autunnale. Ed alla mia risposta: per dare una testimonianza che non siete soli in questo momento drammatico, mi abbracciavano commossi.

La seconda volta ci domandavano invece cosa fossimo venuti a fare. Non erano fatti nostri.

La terza, in mezzo alla grande gioia di un popolo in festa passavamo quasi inosservati. Non del tutto in realtà, le nostre incredibili biciclette con cui ci spostavamo rapidamente nel centro di Berlino, attraevano l’attenzione.

La prima volta arrivammo in macchina abbastanza tardi, cercammo un alloggio a buon mercato e  poi, dopo aver mangiato qualcosa sulla Kudam, andammo in giro per i locali della gioiosa Berlino.

Il giorno dopo andammo nella zona Est attraverso il check point Charlie. La procedura era ancora quella tradizionale, lunga e pedante. Una volta passata la frontiera cercammo un taxi, impossibile trovarne! Ci avviammo a piedi verso la piazza del ripetitore (una altissima torre metallica orgoglio del regime) e, durante il percorso vidi negozi d’antiquariato con prezzi eccezionali (al cambio nero) ma non era il caso di andare in cerca di grane. Visitammo ovviamente i grandi musei con l’altare di Pergamo e le mura di Babilonia e facemmo un po’ i turisti girando in tram ed a piedi Il clima era opaco e senza sorrisi. Non riesco ancora a capire come un mio collega comunista, appena rientrato da un viaggio nell’est Europa, ne fosse rimasto entusiasta. Miracoli dell’ideologia o, forse, Berlino Est, rispetto alle altre città dell’Est, era ricca e spensierata. Una sola cosa mi entusiasmò: in ogni sala del museo era presente una persona anziana, felice se le domandavi qualcosa. Gli anziani in pensione erano impiegati in lavori socialmente utili e poco faticosi ed in questo modo non si sentivano emarginati. In tempi a noi più vicini l’esperienza è stata fatta anche in Italia e mi sembra un’ottima cosa.

Rientrammo a Berlino Ovest dopo aver mangiato in un ristorante lussuosissimo per poche lire (al cambio nero) e facemmo i turisti portandoci via qualche pezzo di “muro” staccato con un enorme scalpello lavorato da una pesante mazzuola maneggiata dal mitico e muscoloso Lino. Assistemmo allo spettacolo dei Vopos sul muro presi in giro dai Wessi. Pochi mesi prima avrebbero reagito a colpi di mitraglietta ma era evidente che non sapevano più cosa fare ….. Il muro era già psicologicamente crollato!

Più o meno facemmo le stesse cose nel secondo viaggio mentre nel terzo fu possibile visitare ampiamente la zona di Berlino Est e vivemmo il momento dell’applauso di popolo alla porta di Brandeburgo.

Tutto era cambiato ma sui volti di ogni persona, sia Wesso che Osso, era evidente una grande preoccupazione: ed ora?

Già nei giorni seguenti era tutta una rivoluzione: il muro veniva demolito, gli uffici postali venivano smantellati e trasformati per essere del tutto simili a quelli Wessi e, appena fuori città, era già tutto un cantiere: solo i Tedeschi sono capaci di tanto!

Sono stato un appassionato collezionista di Leica e Berlino era una piazza eccezionale per gli acquisti per cui, ogni volta che vi andavo, facevo man bassa ed in questo modo mi pagavo abbondantemente il viaggio.

La prima sera me ne ero andato tutto solo a vedere le vetrine del negozio più ricco di offerte e, mentre guardavo, si avvicinò un Osso (già allora avevano cominciato a largheggiare con i permessi di visita a Berlino Ovest ed i tedeschi occidentali davano 100 marchi ad ogni tedesco dell’Est che passava il muro. La ragione era semplice, senza quei soldi non avrebbero neppure potuto mangiarsi un salsicciotto).

Si mise a guardare la vetrina ed aveva le lacrime agli occhi. I Russi, mi disse, avevano fatto man bassa di quei prodotti magici di cui lui aveva solo sentito parlare. Certo la Zeiss aveva continuato a produrre ed era possibile acquistare nella Germania dell’Est ottime macchine fotografiche moderne,…., ma le mitiche Leica!

Non la Germania ma il mondo era cambiato e non sarebbe mai più tornato come prima.

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