pensaterosa

27 dicembre 2009

Il Littoriale, oggi noto come stadio comunale e piscine comunali

Filed under: Uncategorized — pensaterosa @ 19:35
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Posso capire il cambiamento del nome e la rottura del monumento equestre a Mussolini. Posso capire che col bronzo recuperato si sia fatto il monumento al partigiano a porta Lame. Avrei comunque preferito che, oltre ai partigiani fossero ricordati anche i Polacchi e gli Inglesi morti per liberare Bologna. Ma, da anarchico repubblicano quale sono vorrei ricordare la canzone: “delle chiese rispettiamo noi l’artistico valore, tutto il resto noi gettiamo nell’infamia e disonore” canzone questa perfettamente adattabile all’architettura del ventennio a Bologna.

È  stato distrutto il palazzo della ex GIL dove ora è  la stazione autocorriere (era una serie di palestre con relativi uffici di cui a Bologna non c’è certo abbondanza), si è cercato in ogni modo di imbruttire sia stadio che piscine, riuscendo a rendere inagibile quella che era la piscina scoperta. Integro, tra le opere pubbliche, resta solo il liceo Righi.

Ma lo sanno questi ignoranti che dall’estero, e non solo, sono sempre più numerosi i turisti che vengono per vedere l’urbanistica e l’architettura di quel periodo?

Non mi risulta che le amministrazioni di Ferrara e di Ravenna siano di destra eppure hanno conservato con grande rispetto le splendide costruzioni del ventennio.

Rimasto totalmente integro a Bologna è anche quello che era chiamato il villaggio dei martiri fascisti, adiacente allo stadio. Ovviamente al posto della sezione del fascio c’è ora la sezione del PCI, Ulivo, PD ma, strade e case sono come furono costruite ed ancora oggi propongono una qualità estetica e di traffico di alto profilo. Senza necessità di sbarramenti non vi è nessuna convenienza ad attraversare il quartiere per chi non deve recarsi in una delle abitazioni che lo costituiscono. Inoltre le continue curve e controcurve impongono di transitare a velocità limitata: perché questo modello non è stato imitato nell’edilizia popolare del dopoguerra?

Certo non tutto quello che è stato costruito nel ventennio è meritevole di essere richiamato nei testi di storia dell’architettura ma non gettiamo via il bambino insieme all’acqua sporca

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