pensaterosa

10 gennaio 2010

Il mio splendido capodanno

Filed under: Uncategorized — pensaterosa @ 21:09
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Ho sempre considerata la serata del 31 Dicembre un giorno come gli altri, funestato però dalla volontà di “divertirsi ad ogni costo” espressa da masse composite vaganti e da gruppi omogenei di vecchi amici.

Recentemente poi le tradizioni più radicate si sono scomposte ed anche a Bologna si tirano botti, anche se con poca convinzione ma grande frastuono, ed il grande ballo in piazza è andato in desuetudine.

Anche io ho partecipato al rito, specie dopo aver incontrato mia moglie che lo considerava un must. Ho alternato serate piacevoli con vecchi amici a serate improvvisate nel mezzo di un viaggio con gli amici Ferracini. Una serata è da dimenticare per la presenza di una persona che allora consideravo amico e non lo era più ed una serata è stata indimenticabile. Voglio raccontarvela.

Eravamo a Parigi, e con noi c’era anche il mio ultimo figlio che allora era un ragazzino tipo “paninaro”, disponibile a qualsiasi itinerario tra antiquari e musei per poi colpire con sicurezza ponendomi di fronte ad una vetrina ove era esposta “quella particolare camicia” od altro che non ricordo. Quando tornammo, rispose alle rimostranze del fratello Alberto per la ricca messe di doni: ma tu hai girato per antiquari per cinque giorni di seguito? In quella occasione capii molte cose.

Ma torniamo al capodanno: eravamo andati in un delizioso ristorante al secondo piano di una casa situata dietro i rampart della cattedrale di Notre Dame. La vista era magica ed il pubblico interessantissimo. In tutto vi erano cinque tavoli occupati:

il nostro, al centro di quello che diventerà rapidamente un teatro,

alla nostra destra due nonni e due nipotini, tutti bellissimi e vestiti da nobili francesi di un’epoca indefinita ( il nonno e la nonna in abito da sera molto discreto ma ricchissimo ed i due bambini, sia il maschio che la femmina in abiti di velluto blu scuro l’uno e rosso rubino l’altra  con camice bianchissime corredate di trine finissime e quindi poco appariscenti),

alla nostra sinistra due coppie di solidi Italiani, una rabbuiata nei volti per un probabile recente litigio e l’altra visibilmente imbarazzata. Passeranno la cena in assoluto silenzio passandosi di volta in volta il sale od altri oggetti d’uso, ma il silenzio era il più urlato cui avessi mai assistito,

di fronte a noi, nel tavolo a destra un africano vestito in modo strano: abito verde con feluca ed alamari dorati , …., ed una spada vera,

nel tavolo a sinistra un play italiano con signora: parlerà per tutta la sera del salmone affumicato, delle sue diverse tipologie e caratteristiche concludendo sempre che quello scozzese era il migliore. Mi ha convinto ma credo che, già alla seconda frase, la signora non lo ascoltasse più alternando sorrisi diversi e cenni d’assenso con una retrofaccia da: ma cosa mi doveva capitare per capodanno!

Questa la scenografia: passiamo all’azione.

Nonni e nipoti avevano la felicità, pur nobilmente composta, stampata sul volto. Si erano fatti reciprocamente un regalo meraviglioso ed erano presi dalle rispettive presenze in modo totale e pervasivo. Quanto vorrei ora trovarmi in una situazione analoga con i miei nipoti!

Le due coppie di italiani parivano uscite da un film alla monsieurr Houlot, Il clamore del loro silenzio era attraente ma andava gustato con discrezione.

La coppia di fronte viveva di un monologo improbabile dal sapore di arrampicata sugli specchi.  Vivo comunque questa realtà con stile: così pensavano gli attori ma non gli spettatori.

Il clù di questo poliedrico spettacolo si avrà al brindisi di mezzanotte quando il nero verde si alzò, brandì la spada picchiandola sul tavolo con grande frastuono e dichiarò a gran voce: je suis un roi. Poi, impeccabile, rinfoderò il brando e si rimise a sedere.

Tutto qui? Ebbene sì ma fu eccezionale, tanto da divertire anche il paninaro. Certo un divertimento assolutamente personale ma pensate: quattro microcompagnie teatrali di grande qualità avevano lavorato per oltre tre ore esclusivamente per noi, con lo sfondo di Notre dame illuminata di notte.

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