pensaterosa

20 marzo 2010

Denatalità e bamboccioni

Filed under: Uncategorized — pensaterosa @ 23:48
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La gravità del fenomeno denatalità in Italia

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Nel 1965 sono nati unmilione e trentacinquemila bambini, nel 1974 sono nati cinquecentomila bambini e, da quella data, la cifra si è stabilizzata salvo un lieve incremento nel 2008 dovuto ai nati da stranieri mentre i nati da Italiani sono ulteriormente diminuiti

Le coppie, che prima facevano figli tra i 18 ed i 25 anni se appartenenti alla classe operaia o impiegatizia e tra i 25 ed i 30 anni se orientate alle professioni ed alla dirigenza, oggi tendono ad avere figli dopo i trentacinque anni.

Sempre più vecchi e sempre meno giovani compongono la popolazione italiana ed il fenomeno è destinato a peggiorare visto che le classi piene stanno uscendo dalla fertilità anche tardiva.

Questo fenomeno è l’origine strutturale della crisi economica italiana e può essere modificato con difficoltà ed in tempi lunghi.

I due fenomeni proposti nel titolo sono strettamente collegati.

Come possono crescere dei figli unici, magari anche nipoti unici con quattro nonni che impazziscono per loro visto che hanno tardato tanto ad arrivare e sono proni a tutti i loro voleri e desideri. Anche se il loro reddito è basso sono comunque in grado di portarli in giro e di far loro regalini che, moltiplicati per sei e con i prezzi dei giocattoli di oggi assolutamente più bassi di quelli acquistabili negli anni cinquanta, li coprono di oggetti ed oggettini che debbono essere continuamente riciclati per fare spazio ai nuovi.

Per chiarire, io ero figlio di persona benestante anche se non ricca e, a parte uno splendido giocattolo tedesco con il quale mio padre mi impediva di giocare perché troppo costoso per poi regalarlo al mio pediatra per distrarre i suoi giovani pazienti, ho avuto ventiquattro soldatini di terracotta pagati venticinque lire l’uno, un trenino a molla con galleria, una nave di metallo pagata 400 lire, un meccano comprato a pezzi e viti con la paghetta settimanale e due automobiline.

Quando ormai non vi avrei giocato più essendo passati i miei interessi ad altre attività mio padre mi regalò il motorino elettrico per il meccano, ancora nuovo in scatola originale, ed il fucile ad aria compressa.

Ovviamente, non avendo cose, inventavamo giochi che autocostruivamo con il legno delle cassette da frutta. In questo caso erano micidiali pistole ad elastico, fucili ad elastico e gabbie per uccellini. Se poi avevamo della creta cercavamo di fare oggetti che coloravamo ma non riuscivamo mai a seccare in modo adeguato per poterli cuocere.

Giocavamo in cortile, alla guerra con quelli di altri cortili e poi più civilmente a pallone. Avevamo quasi sempre le croste alle ginocchia e qualche traccia di filo spinato sulla pelle. La sera giocavamo in casa con l’amico del cuore che viveva nello stesso palazzo e così consumavamo le giornate in attesa di diventare grandi ………. Intorno ai quattordici anni cominciavamo ad usare la bicicletta, magari per andare a pescare al fiume distante una ventina di chilometri, il traffico non era quello di oggi e, seppur con qualche rischio, si poteva fare poi ……. Le ragazze della nostra età erano molto ben custodite e quindi la sera si usciva con gli amici per una  cena e quattro chiacchiere sotto i portici di Bologna fino a quando si incontravano i primi spazzini alle cinque della mattina. Allora il gruppo si scioglieva per andare a casa…..Poi con l’università siamo diventati grandi veramente … ……

Oggi sembra non siano mai stati bambini, senza peraltro diventare adulti, si divertono fino ad oltre i trenta anni e poi non trovano lavoro e magari non lo cercano neppure …. Ma non si sono mai preparati al lavoro che può richiedere anche la presenza di sabato od oltre le trentotto ore settimanali, che esige impegno e passione …. Ed allora possono trovare solo occupazioni precarie e senza prospettive……non debbono meravigliarsene ….. i loro concorrenti sono i cinesi e gli indiani che sono disposti a lavorare anche dodici ore al giorno sei giorni la settimana e non sono meno intelligenti di loro ….. I nostri giovani, se vogliono fare lavori eleganti, debbono prepararsi con serietà e studiare e leggere oltre quanto richiesto dalla scuola. Inoltre debbono osservare con attenzione il mondo stimolante che li circonda ed i bisogni che manifesta ….. Per loro il lavoro ci sarà sempre perché avranno saputo scegliere il corso di studi insieme interessante per loro e capace di creare competenze richieste dal mercato.

Ricorderò sempre un giovane laureato con la lode che però aveva un difetto molto grave. Voleva lavorare in una specifica azienda e svolgervi una particolare mansione ….. credo stia ancora aspettando…….. Come è ingiusto il mondo.

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