pensaterosa

27 marzo 2010

È TROPPO

Filed under: Uncategorized — pensaterosa @ 19:21
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Nell’arco di dodici ore spegnere le città ed introdurre l’ora legale mi sembra esagerare in protervia.

L’energia elettrica, contrariamente ad altri beni capaci di produrre energia, non è conservabile e la sua produzione è tendenzialmente anelastica. O la si usa o si autodistrugge e, di notte, con le fabbriche e gli uffici chiusi, il suo uso è fortemente ridotto rispetto a quello diurno per cui se ne butta via già molta. Questa notte ne butteremo via un po’ di più.

Con l’ora legale si risparmiano pochi kw a testa ed in cambio si prendono raffreddori e si devono mutare abitudini fisiologiche non sempre facili da variare.

Come ho già avuto occasione di ricordare, quando fu introdotta la prima volta, la classe operaia italiana promosse scioperi e protestò molto vigorosamente, oggi…….

O tempora, o mores.

A fronte di queste …….. sono in corso di sviluppo sistemi di generazione di energie rinnovabili collegati alla produzione di idrogeno per l’energia non immediatamente utilizzata. L’idrogeno verrebbe poi utilizzato per la produzione di energia e calore nei periodi in cui gli apparati per la produzione di energie rinnovabili sono inattivi. Questi sistemi sarebbero particolarmente validi per case o gruppi di case isolate.

Ci possiamo inoltre consolare con le splendide iniziative del FAI che con grande intelligenza, efficienza ed efficacia sta salvando in tutta Italia monumenti importanti della nostra storia e, nei due giorni dello scempio energetico, terrà aperti in ogni città monumenti importanti per la nostra storia normalmente non visitabili.

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Preghiera laica

Filed under: Uncategorized — pensaterosa @ 19:14

Vi sono momenti, diversi da persona a persona, nei quali si fa un bilancio della propria continuità nei valori professati dalle persone giornata ed il bilancio è fatto rispetto al proprio sistema di valori.

In un mondo in continuo cambiamento non vi è certezza di valori condivisi e neppure quelli proposti dalle religioni conservano la loro saldezza.

Occorre quindi costruirli, ognuno da solo e dialogando con gli altri e, giorno dopo

giorno, domandandosi

Cosa debbo a me stesso

Cosa debbo alla mia famiglia

Cosa debbo ai miei amici e conoscenti

Cosa debbo alla mia città

Cosa debbo al mio paese

Cosa debbo all’Europa

Cosa debbo all’umanità

Se daremo risposte adeguate potremo

Continuare a sperare di essere felici

Continuare ad avere una base solida per i nostri progetti

Continuare ad avere buone relazioni

Continuare a poter vivere sereni e sicuri

Continuare a sperare nella solidità del nostro futuro

Continuare ad esistere come persone libere

Sperare in un mondo migliore

L’elenco degli interrogativi può essere ampliato e le risposte sono imprecise. L’importante è acquisire e rinnovare la coscienza della realtà che ci circonda contribuendo a migliorarla.

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