pensaterosa

15 novembre 2010

Filed under: Uncategorized — pensaterosa @ 18:00
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Un film del filone che pone in evidenza storie minori del risorgimento italiano ed evidenzia l’enorme quantità di sacrifici personali che hanno portato all’unità d’Italia. Il film pone anche in evidenza come i martiri sopravvissuti siano stati emarginati a favore di faccendieri di ogni tipo ……… Vi ricorda qualcosa?

Proprio il fatto che si sollecitino pensieri trasversali sulla politica attuale ha relegato il film ad essere proposto in sale cinematografiche minori (a Bologna al Lumiére cinema d’essais) e per periodi limitati di tempo. Stampato in solo 30 copie e tagliati trenta minuti, da serial televisivo destinato ad una grande audience è stato ridotto ad iun pesante film destinato a pochi.

Detto questo non si può non notare che un film ambientato nell’ottocento ci propone una serva che spazza col mocio Vileda od una fuga sotto un ponte di cemento armato che prosegue tra pilastri e scale di un edificio mai completato, pur esso in cemento armato! Forse il regista ci voleva parlare dell’abusivismo di oggi ? Io non l’ho capito e l’ho considerato, insieme a molti altri spettatori, una “svista”, per essere gentili.

La pentola sta comunque per scoppiare: troppi sono coloro che vivono sulle spalle di chi produce: Nel parlamento, nei consigli regionali, provinciali e comunali, nelle comunità montane e negli innumerevoli enti più o meno nullafacenti. Troppe persone rispetto alla comunità dei produttivi che si va riducendo di giorno in giorno con l’invecchiamento della popolazione

Come si può fare peraltro a mantenere nuovi figli quando si deve già mantenere tanta gente giovane ed anziana? L’unica strada sembra essere quella di mandare a lavorare la maggior parte dei politici e similari. Ce la faremo o ,,,,,,,,,,,?

 

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1 commento

  1. E’ vero molti sono i veterani del mondo lavorativo che pensano solo a loro stessi e non ragionano a lungo termine, ma forse peggiore è la situazione di alcuni lavoratori ancora agli albori del percorso professionale che si danno per vinti e non lottano per un mondo migliore!
    Una quota sempre minore di miei amici svolge con passione il proprio lavoro, ancor meno quelli che dedicano ad esso sacrifici e fatica. Nemmeno la cassa integrazione spaventa alcune categorie di lavoratori che non comprendono quante risorse vengono bruciate e che il tempo passa inesorabilmente.
    Dobbiamo tornare ad un sano ottimismo (e non miriferisco a quello sterile del presidente) ma questo può avvenire solamente con un forte senso di responsabilità e con il ripristino di una sana meritocrazia.

    Commento di Marco — 16 novembre 2010 @ 00:03


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