pensaterosa

1 gennaio 2011

L’altra Napoli

Filed under: Uncategorized — pensaterosa @ 15:05
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In un periodo in cui si sente parlare solo male di Napoli e dei Napoletani voglio ricordare due episodi che rappresentano il meglio di questo popolo.

Eravamo andati a Napoli tra il primo giorno dell’anno e l’epifania con il solito gruppo di amici  passando alcune giornate veramente piacevoli costellate da episodi di gentilezza e spirito d’ospitalità cui non eravamo abituati, pur venendo dalla civilissima ed ospitale Bologna.

 

Um giorno , in autobus, tornando da Mergellina ove eravamo stati per vedere la famosa finestra e fare due passi, chiesi ad un passeggero a quale fermata sarei dovuto scendere per visitare un famoso museo. Dopo alcuni secondi l’intero autobus si impegnò per individuare la fermata e farmi scendere il più vicino possibile. La gentilezza ed il calore umano che sprigionavano quelle persone fu tale da far dire ad una mia amica, appena fummo scesi: “non eravamo su un autobus ma in un salotto a casa di amici”

Il giorno dopo io mia moglie e la stessa amica eravamo andati in macchina a Posillipo e, dopo un piacevole giro, risaliti in macchina per tornare all’albergo questa non diede segno di vita: era evidente che da qualche parte si era staccato un filo ma dove? Dopo alcuni tentativi fatti anche con l’aiuto del custode di un grande garage sotterraneo, parcheggiammo la grossa BMW nel garage stesso e tornammo in treno.

Il giorno dopo era quello dell’Epifania e, mentre gli altri giravano per Napoli mi misi a telefonare per trovare un elettrauto che mi aiutasse: erano tutti in festa ma già alla terza telefonata mi rispondevano riconoscendomi come il Bolognese che aveva la macchina ferma a Posillipo.

Dopo aver telefonato a tutti quelli dell’elenco presi il treno per tornare dalla mia “vecchia”. Ero appena arrivato ad accarezzarla amorevolmente sperando che si svegliasse quando un autobus dei servizi pubblici si fermò di fronte al garage, ne discese un operaio con la scatola degli attrezzi, andò sotto la macchina, attaccò il fatidico filo che si era staccato e se ne andò accettando i ringraziamenti ma senza volere niente d’altro. Era stato avvisato del mio arrivo, non so come e neppure da chi, ed era venuto subito.

 

Certamente in Svizzera si sarebbero immediatamente accorti del mio bisogno attraverso le telecamere sparse ovunque e sarebbe subito arrivato un tecnico, ma….. volete fare un confronto con questa catena di solidarietà umana, confusa ed improvvisata, ma così piena di sapore?

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