pensaterosa

20 gennaio 2011

Fiume di fango

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Riporto questo testo scritto da Claudio Ferrarini

 

E’ un fiume in piena. Di fango. E questa volta non sarà facile bonificare i terreni alluvionati, ricostruire le pareti sventrate, riunire le famiglie devastate. Il fiume della verità? Può darsi. Di sicuro il fiume delle verità di Ruby, di «Poiana», di tutto un mondo di nani e soprattutto di ballerine che avrebbe frequentato e animato le notti di Arcore. Una verità affidata da ieri alla riservatezza del Parlamento, e dunque da oggi sulle pagine di tutti i giornali. Nel miglior stile della trasparenza all’italiana, del segreto istruttorio di Pulcinella, del «nessuno è colpevole fino alla condanna», salvo che intanto ti sbatto in prima pagina, anche se solo passavi di lì. Silvio Berlusconi, certo, non passava solo di lì; non è un attore secondario di questa vicenda. Ne è il protagonista. Con il rischio di diventarne la vittima.Perchè stavolta l’offensiva è pesante: 389 pagine di accuse, denunce, intercettazioni di tutto ciò che si è mosso e ha respirato attorno al Presidente del consiglio.

UNA CACCIA all’uomo, o alla donna, che non ha precedenti e che speriamo non abbia seguiti o imitatori. Un immane dossier inviato alla Camera per ottenere la perquisizione di un ufficio di Berlusconi che probabilmente, una volta arrivata l’autorizzazione, non conterrà più neppure la scrivania. Con il dubbio, quindi, che questo «atto dovuto» sia uno straordinario e legalissimo strumento per mettere in piazza tutte le cartucce dell’accusa, prima che la difesa possa indossare il giubbotto anti proiettile.

Tutto questo, però, in fondo è solo un dettaglio. Per chi non si bea della pruriginosità degli atti giudiziari, del sentito dire, dei nomi illustri che si affacciano tra le righe, dei «segreti» confidati da Tizio che parla di Caio che ha saputo tutto da Sempronio, e in attesa che il premier auspicabilmente spazzi via ogni ombra, ciò che conta sono due cose.

Primo. Il capo del nostro governo e il nostro paese sono inevitabilmente alla gogna su tutti i media dell’orbe terracqueo: sole, pizza e…bunga bunga. Al solito. Ai nemici di Berlusconi questo dà un enorme piacere. Agli amici dell’Italia, come noi, ciò procura un enorme dolore. Perchè noi vorremmo che Roma, chiunque la governi, fosse conosciuta all’estero per il tanto, tantissimo di buono che fanno imprenditori, creativi, operatori turistici, tutti quelli che danno lustro all’Italia.

Secondo. In qualche modo, bisognerà uscirne. Bisognerà che passata questa ondata, e non sarà per domani, ci si possa affrancare dal quotidiano, ossessivo, decennale circuito Berlusconi-veline-magistratura. Di questo parliamo, scriviamo, discutiamo. Basta. Bisognerà, un giorno, potersi «distrarre» occupandosi di giovani, famiglia, riforme, fisco. Parlare e fare. Bisognerà che Ruby torni a rubare i cuori, e il governo a governare. In due palazzi diversi.


Claudio Ferrarini

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