pensaterosa

29 ottobre 2011

Sogni, visioni, progetti, realizzazioni: Inventare il futuro!

Questo è sempre stato il percorso dell’homo faber, di chi voleva costruire e non cercava semplicemente una comoda sedia su cui passare il tempo chiacchierando coi “colleghi”.

Oggi i “posti” tendono a scomparire e la precarietà imprenditoriale sembra essere l’unica via percorribile da chi vuole anche solo sopravvivere!
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Sembra essere una situazione disperante ed invece è solo una grande sfida e, raccoglierla fin da giovani, preparandosi ad inventare il proprio futuro, è meraviglioso! Si acquista una marcia in più, quella che ho proposto nella mia vita di docente universitario alle migliaia di studenti che hanno frequentato i miei corsi (non vi sembri un numero enorme, per molti anni ho avuto seicento studenti in aula ed oltre ottocento esami ogni anno, fino a quando il mio corso è stato sdoppiato ed allora gli studenti si sono dimezzati per poi diminuire ulteriormente negli ultimi anni,quando il corso è stato quadruplicato).

Il problema sorge sicuramente per i più anziani che, se espulsi dal lavoro, difficilmente riescono a reinserirsi anche perché normalmente propongono costi più elevati di un giovane assunto inizialmente come apprendista.

In Italia poi i costi della Pubblica Amministrazione gravano come macigni su ogni attività economica spingendo alla delocalizazione le imprese. Per avere un’ idea della gravità del fenomeno riporto un brano tratto da “buon giorno impresa “

Buon Giorno Impresa Anno XII – Lunedì 24 Ottobre 2011 N. 2.199 (abbonamento omaggio)

Tra il 2000 ed il 2010, la spesa pubblica italiana (al netto degli interessi sul debito) è aumentata di 141,7 miliardi di euro, pari al 24,4 per cento * Nel 2010 la spesa ha raggiunto i 723,3 miliardi di euro: in rapporto al Pil le uscite pubbliche dello Stato hanno raggiunto il 46,7 per cento (6,8 punti in più rispetto a 10 anni prima) * Sempre nel 2010, lo Stato ha speso 11.931 euro per ciascun cittadino italiano: 1.875 euro più di quanto spendeva nel 2000 * Le spese correnti (per quasi 2/3 riconducibili ai stipendi dei dipendenti del pubblico impiego e alle prestazioni sociali) costituiscono il 93,2 per cento del totale della spesa pubblica * Il trend di crescita registrato dalle uscite pubbliche nell’ultimo decennio dimostra, secondo Giuseppe Bortolussi segretario della Cgia di Mestre, che è necessario invertire le politiche di bilancio sin qui realizzate: non è più possibile agire con nuove entrate, occorre invece intervenire sulla spesa pubblica improduttiva.

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